«Cerco nell’ombra la forma dell’umano, tra realtà velate e verità nascoste.»

Dipingo con il nome di Oltreombra, in origine Ombra: da adolescente sui muri di notte, oggi su tela. Un’esperienza prossima alla morte, in un paese dove ero straniero, mi ha portato a voler costruire un archivio di immagini, da lì il nome Oltreombra. Mi sono formato con i maestri Alberto Parres e Kano Tatsunori e lungo un percorso itinerante, Marsiglia, Parigi, Bologna, Roma, oggi Milano, che continua a segnare colori e forme della mia pittura. Sei collettive e quattro personali tra il 2018 e il 2022, poi una pausa dalle mostre per lasciar maturare la ricerca senza smettere di dipingere: circa quaranta opere l’anno, in studio, di notte. Tra le mie serie: Ritratti d’ignoti, Blu Affondo, Murales, Flags.
Prima di essere Oltreombra ero solo Ombra. Da adolescente mi nascondevo nella notte per dipingere sui muri: volevo essere come quelle persone misteriose che coloravano le stazioni. Da bambino avevo chiesto a mio padre chi facesse quei dipinti, mi rispose: «Sono vandali, vengono di notte e imbrattano tutto senza permesso».
Sono cresciuto viaggiando, e ogni città che ho attraversato mi ha lasciato qualcosa addosso: Urbino, Aix en Provence, Marsiglia, dove l’iconografia rinascimentale si è mescolata al colore provenzale e al tratto deciso della street art, e dove ho trovato la mia prima crew di writer.
Poi, a Parigi, qualcosa è cambiato. Più passavano i mesi, più mi innamoravo della pittura su tela: mi affascinava l’idea di poter preservare l’opera, dopo tanti murales vandalizzati o coperti. Il tema della memoria è arrivato lì, con un’esperienza prossima alla morte in un paese in cui ero considerato straniero. Quando ripresi coscienza mi fu chiaro che volevo creare un archivio di immagini, e restituire qualcosa a chi mi aveva salvato. Da quel momento sono diventato Oltreombra: un gioco di parole per non nominare la luce che avevo intravisto.

Ho continuato a formarmi accanto a due maestri, Alberto Parres e Kano Tatsunori, che mi hanno aiutato a comprendere la tecnica e a esplorare il segno, mentre Bologna e Roma facevano evolvere ancora il mio modo di dipingere. Con il nome Oltreombra ho fatto sei collettive e quattro personali tra il 2018 e il 2022.
Dal 2022 ho rallentato le mostre, ma non il lavoro: avevo bisogno di far maturare un concetto più completo prima di mostrarlo. Dipingo da allora circa quaranta opere l’anno, di notte, nel mio studio, per studiare quella che chiamo l’anatomia dell’anima. Nel 2025 ho riaperto la porta con la collettiva No Balls Game a Milano: non una fine, ma la prima crepa attraverso cui ho iniziato a far uscire quello che avevo accumulato in questi anni.
Oggi vivo a Milano, e sto per aprire quell’archivio a chi vorrà guardarlo. Per quanto fugace e temporanea sia la mia permanenza rispetto alla vastità del tempo, resto legato alla memoria del mondo come un filamento a una corda.
Mostre selezionate
- 2025 — No Balls Game, collettiva, Milano
- 2022 — Le Parche Clementi, personale, Piandimeleto (Castello dei Conti Oliva)
- 2021 — Ospiti Ignoti, personale, Monfalcone (NAO)
- 2021 — collettivo IODIO, Bologna (DAS)
- 2020 — Le Parche Clementi, personale, Monfalcone (Bar Carducci)
- 2019 — personale, Roma (Enoteca Trimani)
- 2019 — Primavera a Quintiliano, collettiva (Villa Maria)
- 2018 — Ultracorpi, collettiva, Genova
- 2018 — Parapluie, collettiva, Atene
- 2018 — murale permanente, Monfalcone (Ospedale San Polo, con patrocinio UNICEF e Lions)

Le serie principali: Ritratti d’ignoti · Blu Affondo · Murales · Flags